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Olimpiadi 2026, la minoranza mette all'angolo Appendino e il M5S: "Votiamo i Giochi in Sala Rossa"

L'obiettivo è obbligare la maggioranza a 5 Stelle a venire allo scoperto votando pro o contro la candidatura di Torino

Offrire una sponda alla sindaca Chiara Appendino per la candidatura di Torino e nel contempo metterla all'angolo, obbligando la maggioranza a 5 Stelle a venire allo scoperto votando pro o contro le Olimpiadi 2026 in consiglio comunale. È questo il duplice obiettivo non dichiarato, ma evidente, dell'ordine del giorno firmato quasi all'unanimità dalla minoranza per "massimizzare la possibilità di assegnazione dei giochi olimpici invernali" al capoluogo piemontese.

"Riteniamo necessario" - spiegano i capigruppo Stefano Lo Russo, Fabrizio Ricca, Silvio Magliano, Osvaldo Napoli, Francesco Tresso, Alberto Morano e Roberto Rosso - "procedere nell'espressione della volontà politica sul punto".

Dopo il faccia a faccia di ieri sera tra maggioranza e il sindaco Chiara Appendino, al termine dei quali i consiglieri grillini - in riferimento alle 13 condizioni imprescindibili poste dal CONI alle tre città italiane (Cortina, Torino e Milano) - hanno detto chiaramente che"Il Coni non può venire a Torino a dettare legge", ora la minoranza vuole che la Sala Rossa si esprima chiaramente. Il azzardo per la sindaca è di trovarsi senza l'appoggio dei suoi, o almeno di alcuni, in consiglio comunale. Facilmente una parte dei grillini voterà contro o si asterrà sull'ordine del giorno di Lo Russo, Ricca, Magliano, Napoli, Tresso, Morano e Rosso che contiene i 13 paletti del Comitato Olimpico, dando il via ad un cortocircuito politico. L'atto contiene anche i 12 punti che il gruppo consiliare del M5S aveva fissato per sì ai giochi olimpici.