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Atlantia: focus sulla proposta M5S. Una soluzione positiva

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Atlantia ha recuperato leggermente terreno dopo tre sedute in calo: spunta una nuova idea nel mondo politico. Ecco cosa ne pensano gli analisti.

Con la seduta odierna è tornato il segno più anche per Atlantia che è riuscito a dare vita ad un timido recupero dopo il calo delle tre sessioni precedenti.

Atlantia rivede il segno più dopo tre sessioni in calo

Archiviata la giornata di ieri con un ribasso di un punto e mezzo percentuale, il titolo oggi ha mostrato decisamente meno forza rispetto al Ftse Mib.

A fine sessione Atlantia si è fermato a 14,23 euro, con un progresso dello 0,57% e bassi volumi di scambio, visto che a fine seduta sono transitate sul mercato oltre 1,3 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 1,8 milioni.

Atlantia: rumor su una soluzione alternativa proposta dal M5S

Atlantia oggi ha catalizzato l'attenzione del mercato sulla scia delle indicazioni di stampa, riportate in particolare dal Messaggero, secondo cui il Movimento 5 Stelle starebbe proponendo una soluzione alternativa e cioè l’entrata di Cassa Depositi e Prestiti direttamente in Atlantia.

Il Messaggero parla dell’ipotesi dell’acquisto di una quota del 10%-15% di Atlantia da parte di Cassa Depositi e Prestiti direttamente da Edizione Holding, con una governance stabilita ed una exit concordata per Edizione Holding.

Andrebbe definito il tema del prezzo di Atlantia e potrebbero sorgere delle legate al fatto che la società gestisce autostrade ed aeroporti in altri paesi, che potrebbero non gustare la presenza del Governo italiano nella holding.

L’ipotesi di entrata di Cassa Depositi e Prestiti direttamente in Atlantia era già emersa da alcuni articoli di stampa a fine novembre, con la nomina di Laghi a presidente di Edizione holding.

Atlantia: soluzione positiva per 3 motivi

La novità riportata dal Messaggero è che l’idea starebbe maturando nel mondo politico ed in particolare sarebbe del Movimento 5 Stelle.

Gli analisti di Equita SIM ritengono vada sottolineato che se Cassa Depositi e Prestiti entrasse direttamente nel capitale di Atlantia, potrebbe apprendere al massimo una quota del 25% per evitare il lancio dell’OPA obbligatoria.

Dovrebbe inoltre essere fermato il processo di vendita/spin-off di ASPI avviato dal CDA, che potrebbe decadere se non arrivasse nessuna offerta vincolante per il 55% di ASPI entro marzo.

A detta della SIM milanese si tratterebbe di una soluzione positiva per tre motivi.

In primis permetterebbe di mantenere integra la struttura attuale del gruppo, ricordando che ASPI conta per il 45% dell’EBITDA adjusted post minorities 2019.

In secondo luogo verrebbe a ridursi la conflittualità con il Governo (approvazione del Piano Economico Finanziario di ASPI).

Infine, il costo del debito si ridurrebbe sensibilmente e la gestione sarebbe market friendly.
Non cambia nel frattempo la strategia di Equita SIM che su Atlantia mantiene fermo il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 15,6 euro.