M5S News

Discarica e bivacchi al parco Astichello di Vicenza, la Top 5…

Milioni: "chi ha detto che il parlamentare intervistato era veneto?". Coviello: "collega pubblicista Di Maio e i giornalisti eletti nel M5S Carelli, Di Nicola, Paragone, Lannutti... tengano almeno un corso di italiano per i firmatari della replica.

In merito all’articolo del collega Marco Milioni (“I Cinque stelle non sacrifichino l’ambiente sull’altare della realpolitik: un parlamentare del M5S ai taccuini di Vicenzapiu.com“) ci è giunta ieri, sotto il solleone di ferragosto e con la firma “I Parlamentari m5s veneti. Enrico Cappelletti, già senatore m5s“, una replica dal titolo “Milioni di… balle“, che lasciata intatta nei contenuti ma emendata da numerosi errori di grammatica, sintassi e punteggiatura, pubblichiamo integralmente facendola seguire dalla controreplica del nostro editorialista.

Solo una doppia domanda facciamo noi non tanto a Luigi Di Maio, iscritto da pubblicista all’Ordine dei Giornalisti della Campania che, per le sue offese a colleghi “definiti anche “infimi sciacalli” e “cani da riporto di Mafia Capitale”, ha dovuto recentemente aprire un procedimento disciplinare suoi confronti poi senza esito perché avrebbe parlato da deputato…, ma ai giornalisti, molti dei quali noti, eletti nelle liste del M5S (noi lo scriviamo in maiuscolo): cari colleghi Emilio Carelli, Primo Di Nicola, Gianluigi Paragone, Elio Lannutti… vi sentite a vostro agio con chi insulta gratuitamente chi fa il vostro mestiere, per giunta senza coperture di grossi editori e a proprio azzardo e pericolo? E se gradite la compagnia di questi “Parlamentari m5s veneti” e di “Enrico Cappelletti, già senatore m5s” potreste almeno promuovere per loro un corso veloce non di buone maniere, per carità, ma di italiano corretto?

Milioni di… balle”

Abbiamo guardato bene il calendario: hai visto mai che senza che ce ne accorgessimo avevamo fatto un balzo fino al prossimo 1° Aprile… Sì, perché la presunta intervista a un fantomatico parlamentare veneto del Movimento 5 Stelle a firma di Marco Milioni, pubblicata da VicenzaPiù.com, altro non poteva essere che – appunto – un classico pesce d’Aprile.

Purtroppo è invece agosto, mese festaiolo, per carità, ma nel quale non risulta alcuna tradizione di articoli- bufala. Perché di questo si tratta. E a meno che l’autore sia disposto a fare nome e cognome del presunto intervistato, tale rimane. Senza possibilità di smentita.

Una cosa è una espressione detta a mezza voce nei corridoi di un palazzo del potere, una indiscrezione ci può stare. Ma una intera (presunta) intervista è chiaramente una pagliacciata.

Tanto più che – a ben vedere – nemmeno di intervista si tratta. Le domande sono lunghe dieci volte le risposte, il giornalista – chiamiamolo così – espone le  sue fantasiose tesi e all’intervistato chiede: “vuol forse dire che…”.  La clamorosa risposta, lo scoop è: “ non mi faccia parlare…”.

Su, non scherziamo. Nel Movimento 5 Stelle neppure uno si nasconde dietro l’anonimato, nemmeno chi ha espresso posizioni da dissidente. Se ne è andato, si è fatto espellere, ma ci ha sempre messo la faccia. Non è nel nostro stile. Che è ben diverso dallo stile di qualche giornalista che – di sua iniziativa, ma piu’ probabilmente dietro suggerimento – scrive cose inventate di sana pianta.

Controreplica alla doglianza del M5S

Leggo con divertito stupore la doglianza riferita ad una intervista a mia firma pubblicata su Vicenzapiu.com in data 14 luglio. Nella nota si parla di una «presunta intervista a un fantomatico parlamentare veneto».

In primis faccio presente che l’intervista è stata pubblicata in forma anonima per espressa richiesta dell’intervistato: richiesta ritenuta congrua da chi scrive. Non pretendo di spiegare che cosa dice la deontologia giornalistica in situazioni del genere, ma posso farlo in un contesto diverso dando a chi deve capire il tempo di poterlo fare.

In secundis aggiungo che la lamentela indirizzata al sottoscritto non contiene alcun addebito nel merito, segno evidente che la critica mossa al servizio è carente di argomentazioni.

In terza battuta preciso che mai ho scritto nel servizio a mia firma che il parlamentare intervistato in forma anonima sia o meno veneto. Da dove diavolo ricavino gli estensori tale convincimento lo sanno solo lorsignori.

Il che fa pensare seriamente più a un messaggio trasversale rivolto a chissà chi o magari ad un fantozziano quanto non riuscito tentativo di carpire l’identità dell’intervistato, piuttosto che ad una richiesta di replica. Ma soprattutto non si capisce perché tale doglianza arrivi dai parlamentari veneti e non di altre regioni. Forse perché nel M5S veneto qualcuno si è sentito punto nel vivo?

E ancora, non è chiaro che cosa c’entri l’ex, e sottolineo ex, senatore Enrico Cappelletti con la doglianza indirizzata a Vicenzapiu.com visto che la persona intervistata è un parlamentare in carica e non un ex: cosa che fa dubitare sulla sincera volontà dell’ex senatore di figurare tra gli estensori di quella nota. Sempre che qualcuno in seno o attorno al M5S non abbia additato l’ex inquilino di palazzo Madama come una sorta di corvo tanto da pretenderne la firma in quella scombiccherata richiesta di replica.

In ultimo, ed è un aspetto di colore, che la nota vergata dai parlamentari del M5S non sia firmata dai singoli eletti e soprattutto venga inviata da uno sconosciuto estensore comodamente assiso dietro l’indirizzo e-mail [email protected] è francamente bizzarro.

Per carità, si potrà obiettare che dietro la doglianza ci siano davvero gli eletti nel Veneto del M5S: ma poiché quest’ultima è scritta in modo tanto pedestre, viene seriamente il dubbio che chi l’ha vergata possa non essere un parlamentare perché di politica sembra capire poco, se non nulla.