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Vialattea, la polemica M5s blocca (per il momento) la vendita del comprensorio sciistico

È bastato un accenno di polemica grillina a congelare all’istante il disegno politico, appena accennato, di un futuro passaggio di mano degli impianti sciistici delle montagne olimpiche dalla Sestrieres spa di Giovanni Brasso a una società di capitale pubblico-privato partecipato da Regione e Comuni montani. "Non esistono trattative con i privati o con enti pubblici per la vendita della società" è stato costretto a dichiarare Brasso con una nota ufficiale ieri sera. Dopo che, qualche ora prima, il Movimento 5 Stelle di Palazzo Lascaris aveva chiesto lumi su questa ipotesi prospettata pubblicamente dall’assessore al Bilancio, Aldo Reschigna.

"L’acquisto di Vialattea da parte della Regione sembra un affarone, ma solo per il soggetto privato che ne è proprietario" hanno scritto in una nota nota tre consiglieri regionali grillini, Davide Bono, Francesca Frediani e Federico Valetti. "Alla vigilia del 2006 ha acquistato gli impianti a 26 milioni di euro, ora li rivende a 70, oltretutto dopo ingenti investimenti pubblici derivanti dalle Olimpiadi invernali". Bono, Frediani e Valetti si riferiscono proprio all’ingegner Brasso, che comprò gli impianti subito dopo i Giochi invernali nel 2006. E che adesso, "a 70 anni e con nessun successore interessato a proseguire la sua attività", si sta guardando intorno, come ha raccontato lui stesso nei giorni scorsi. Ma sui rapporti avviati con la Regione, («stiamo lavorando da due mesi al progetto» ha detto ieri Reschigna), Brasso fa una brusca retromarcia e si spiega: "È vero, sono stato una volta dall’assessore, il 26 novembre, gli ho fatto presente che avevo ricevuto una manifestazione di interesse dai francesi. L’ho fatto per una forma di cortesia, non per aprire una trattativa. Se Finpiemonte fosse stata interessata aveva così la possibilità di ragionare a un progetto. Dopodiché non ho più sentito neppure uno. Non escludo che la Regione possa aver studiato una soluzione ma, per quel che mi riguarda, non c’è proposta che io stia considerando. Anche la manifestazione di interesse dei francesi non è più attuale".

Perciò: i francesi di Compagnie Des Alpes (terzo gruppo al mondo del settore, partecipato dalla Cassa depositi e prestiti dello Stato francese) alla fine dell’estate 2017 hanno inviato una manifestazione di interesse alla Sestrieres; i sindaci della valle si sono allarmati di fronte alla possibilità che gli impianti sportivi che animano il turismo della zona potessero passare in mano francese; il presidente Brasso ha fatto presente alla Regione che era in corso una trattativa e gli assessori Reschigna e Antonella Parigi hanno cominciato a ragionare su una possibile soluzione che somiglia molto al modello che funziona oltreconfine, una società partecipata da pubblico e operatori privati che uniformi la proprietà del comprensorio e lo gestisca, col coordinamento dei Comuni dellazona. Ma i 5 Stelle gettano un’ombra di sospetto sull’operazione.

Replica allora l’assessore al Bilancio: "È indifferente che una realtà importante per il Piemonte e non solo come quella di Sestriere Spa venga acquisita da capitali esteri? Perché, se è indifferente, la Regione è pronta a farsi da parte. Ma non mi pare sia così, almeno a giudicare dai segnali di preoccupazione che vengono da più parti".