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Consiglio pubblico ma chiuso al pubblico: M5s spiega e risponde agli sfottò

Il M5S del Tiburtino non ci sta alle polemiche e agli “sfottò” che negli ultimi giorni hanno tenuto banco nella rete. A generare l’attacco, in primis sul web, è stata la diffusione di uno estratto del verbale che risale allo scorso mese di settembre. I grillini del IV Municipio rispondono per le rime e rilanciano: “L’opposizione farebbe bene a prendere le dovute informazioni quando è assente alle riunioni”. 

Il “pomo” della discordia

“Il presidente comunica ai consiglieri che, come da proposta avanzata in sede di capigruppo, la seduta è pubblica ma non è consentito l’accesso del pubblico all’intimo dell’aula consiliare per questioni di sicurezza e di ordine pubblico, che, comunque, a parte ciò la seduta è pubblica come in ogni altra occasione”. Tutto e niente, verrebbe infatti da pensare. Non solo: l’opposizione prima ha preso le distanze dalla espressione e poi ha chiesto le dimissioni di Francesco Brizzi, presidente d’aula. Il documento, oggetto della disputa, è datato 27 settembre 2017 ed è riaffiorato solo nei giorni scorsi. 

Il M5S replica alle accuse dell'opposizione e rilancia

“Durante la conferenza dei capigruppo, considerati i trascorsi, abbiamo ritenuto opportuno tutti che il consiglio municipale fosse pubblico ma inibito al pubblico così che ci fosse la tranquillità necessaria per affrontare tematiche che diventavano ogni giorno più calde”. Ha esordito così Germana Di Pietro, capogruppo del M5S al Tiburtino che al nostro giornale ha spiegato il senso della espressione incriminata che come abbiamo contestualizzato è da riferirsi al “settembre caldo di Tiburtino III” (QUI LA STORIA). “Abbiamo seguito il regolamento comunale e abbiamo optato quindi per il “consiglio pubblico ma inibito al pubblico – ha aggiunto – questo significa che l’accesso al pubblico fisicamente non è consentito all’intimo dei locali ma che è pubblico perché gli atti prodotti, a partire dal verbale, possono essere visionati dai cittadini. A differenza del consiglio secretato dove oltre all’accesso negato non sono consultabili nemmeno i verbali. Il consiglio pubblico, infine, intende sia la partecipazione fisica che l’accesso alla documentazione”.

La capogruppo cinque stelle ha rimandato le accuse al mittente: “Il capogruppo dem Umberti, quando assente alle conferenze dei capigruppo, farebbe bene ad informarsi su come si svolgono le vicende in quelle sedi – ha aggiunto – Non chiederemo mai la sfiducia del nostro presidente del consiglio, si è dimostrata e continua a dimostrarsi persona capace e super partes”. Infine: “Assolutamente false le accuse che ormai troppo spesso l’opposizione muove nei nostri confronti – ha dichiarato Di Pietro – siamo sempre propositivi nei confronti dei cittadini, accogliamo le loro istanze e creiamo il dialogo con le parti direttamente coinvolte come nel caso di Enasarco o di Ater”. E infine la stoccata: “Auspichiamo una campagna elettorale che veda uno scontro politico basato su contenuti e non chiacchiere da bar”.