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Ingresso nell'Euro incostituzionale

Si fa un gran parlare circa l'uscita dall'euro, ma se esaminiamo la questione si scopre che abbiamo adottato l'euro in maniera anomala

No euro: No euro
No euro
No euro

L'ingresso da parte dell'Italia nell'area euro è stato incostituzionale, spiegheremo per mezzo di piccoli esempi questo argomento in maniera molto semplice affinché possa essere compreso anche da parte di chi meno arguto e non abituato a fare ragionamenti, e da chi con meno dimestichezza con l'ordinamento giuridico dello Stato: 

Ipotizziamo che nella Russia zarista del '900 il primo ministro (magari per trarne un profitto personale), utilizzando il suo ruolo e il suo potere politico decida di vendere la tanto contestata Crimea e la Georgia ai turchi, che succederebbe? Semplice: Non appena lo Zar venisse informato della vicenda, costui preso dallo sgomento darebbe ordine d'arrestare il primo ministro e lo farebbe rinchiudere nelle umide segrete della fortezza di Pietroburgo, per poi prenderlo personalmente a frustate. 

Ipotizziamo che nel sultanato del Brunei, il primo ministro firmi sottobanco con la Malesia un trattato per abbandonare la moneta sovrana con l'effige del sultano per adottare invece la valuta malese, che succederebbe? Semplice, non appena il sultano ne verrebbe a conoscenza darebbe disposizione di far arrestare il primo ministro, gli farebbe mozzare la lingua utilizzata per proferire con i malesi, e lo farebbe rinchiudere in un lurido pozzo infestato da ratti per poi farlo estrarre una volta all'anno per prenderlo pubblicamente a bastonate. Nel contempo il Brunei invaliderebbe il trattato asserendo che il primo ministro non era plenipotenziario circa l'argomento. 

In questi due esempi abbiamo trattato due argomenti che riguardano non argomenti comuni ma branchie di sovranità, ovvero, la sovranità territoriale e la sovranità monetaria, il primo ministro di entrambi i casi non ha firmato un trattando qualsiasi, per così dire di ordinaria amministrazione, ma si è adoperato per la cessione della sovranità, ragion per cui il sovrano (ovvero lo zar e il sultano) si sono incazzati, in quanto detta in breve: In questi casi "Il ministro ha cagato fuori dal vaso" occupandosi di cose che non lo riguardano, ovvero si è addentrato in un qualche cosa di competenza del sovrano (la sovranità nazionale). 

Con questi aneddoti vi abbiamo condotti per mano alla scoperta un potere, il potere sovrano, che di consuetudine è appunto nelle mani del sovrano ed il suo nome deriva proprio da questa prerogativa, parliamo di un potere che riguarda solamente la sfera della sovranità nazionale, ovvero la sovranità territoriale, la sovranità monetaria, la sovranità e l'indipendenza di uno Stato nei confronti con l'estero, non parliamo di aspetti comuni ma di una sfera ristretta e ben precisa di argomenti, in Italia caso più unico che raro questo potere è in mano al popolo grazie all'articolo uno della costituzione, i politici sono comunque detentori per delega, di alcuni poteri fondamentali dello Stato, ovvero legislativo ed esecutivo, ma non sono competenti (ovvero non sono plenipotenziari), circa le questioni di sovranità, la sovranità non è uno dei poteri dello stato ma del sovrano e lui è l'unico a disporre. 

Nei paesi democratici come l'Italia, i cittadini possono votare in modo da delegare la classe politica affidandogli il potere legislativo, uno dei poteri fondamentali dello stato, il politico conferito di tale potere ha facoltà di firmare trattati internazionali, con la rara eccezione di quelli concernenti la sfera della sovranità nazionale, il potere di sovranità nazionale non è parte dei poteri fondamentali dello stato, ma è un potere del "sovrano" o di chi ne faccia le sue veci (in Italia il popolo). 

L'ordinamento di ogni Stato si fonda su tre poteri fondamentali, essi sono: Legislativo, esecutivo e giudiziario, mentre invece la sovranità non è un potere dello Stato ma è un potere del sovrani e per le decisioni di cessione della sovranità è lui che dispone. 

Nel caso in cui in Italia vi fosse stata la monarchia, l'adozione di una moneta non di sovranità nazionale come l'euro sarebbe dovuta passare solo previo decisione del sovrano, non essendoci in Italia la monarchia ma un popolo sovrano, le cose cambiano di poco, ovvero la cessione di sovranità deve passare previo decisione del popolo, decisione che tecnicamente nemmeno può essere presa in quanto, il popolo non può esprimersi in tal senso, ne con un referendum e ne in altro mondo (tecnicamente non esistono gli strumenti per farlo), sembrerebbe che i nostri padri costituenti abbiano escogitato una costituzione blindata, ovvero che renda tecnicamente impossibile la cessione della sovranità nazionale: La sovranità è in mano al popolo ma costui non ha gli strumenti attuativi per poterla cedere, è nei fatti un diritto inalienabile, ci troviamo dinnanzi ad una scatola chiusa, una cassaforte senza il meccanismo per aprirla! 

I più scettici potrebbero obiettare asserendo che con il voto, i cittadini deleghino alla classe politica il potere assoluto su tutto (quindi, anche la sovranità), in realtà non è assolutamente così, la classe politica viene insignita solo di alcuni dei poteri fondamentali dello Stato, ovvero il potere legislativo con voto del popolo, e potere esecutivo contestualmente alla nomina dei ministri quando il Presidente da incarico al primo ministro. 

Ai più scettici convinti che i politici dispongano del potere di cessione della sovranità nazionale, poniamo un semplice quesito: Per quale motivo la costituzione indica che il popolo è sovrano? Se passasse la teoria che la sovranità del popolo sia ceduta ai politici eletti, non sarebbe stato più semplice non menzionare affatto nella costituzione che il popolo è sovrano? Che senso ha dire esplicitamente nella costituzione che il popolo è sovrano? Scettici, rispondete a questa domanda e vi si aprirà un mondo! Se fosse come crediate voi, ovvero che il politico disponga della sovranità, questo punto nella costituzione non avrebbe avuto motivo d'esserci. 

Il politico eletto riceve in delega dal popolo, il potere legislativo, non quello sovrano, ecco perché il politico anche lui deve sottostare alle leggi, non ha carta bianca o potere assoluto su tutto, se passasse l'idea che chi eletto disponga di qualsiasi tipo di potere, non esisterebbe nemmeno il reato di corruzione o l'abuso d'ufficio perché qualsiasi cosa dovesse fare il politico sarebbe comunque legittima perché lui è plenipotenziario e potente a 360 gradi su tutto, il politico potrebbe ammazzare impunemente perché lui è sia la legge che il giudice, potrebbe svendere territori dello Stato a stranieri e cedere la sovranità monetaria, così per fortuna non è, il politico eletto rappresenta i cittadini, lo Stato, ma esclusivamente nell'ambito del potere che gli viene conferito, i ministri rappresentano l'esecutivo, i parlamentari il legislativo, parliamo di poteri fondamentali dello Stato, ma non dispongono della sovranità nazionale, qualsiasi trattato che sottoscriva un politico circa eventuali cessioni di sovranità lo fa in veste non plenipotenziaria, ovvero sottoscrive un qualche cosa di cui lui non è stato investito per farlo e fortuna sua è che in Italia il sovrano è il popolo che difficilmente per questo lo prenderà mai a frustate (perlomeno fino a che il popolo non si incazzi veramente), ma se in Italia vi fosse stato un sovrano in carne ed ossa, il politico che si fosse adoperato alla cessione di parte della sovranità avrebbe conseguito la giusta fine che si merita: Frustate o bastonate per poi essere rinchiuso un una lurida ed umida segreta buttando via la chiave e dimenticandosi di lui. 

I trattati internazionali sottoscritti dai politici che riguardano la cessione di parti della sovranità nazionale sono tutti formalmente invalidi (nulli), mancano della prerogativa plenipotenziaria da parte del politico che li ha sottoscritti! Il popolo è sovrano e tale sovranità non è ceduta in delega a nessuno!

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